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lunedì 26 aprile 2010

Lo spot del PD del Trentino


sabato 17 aprile 2010

Programma del candidato Sindaco Adalberto Mosaner

Comune di Riva del Garda – Elezioni amministrative maggio 2010.

Programma del candidato Sindaco Adalberto Mosaner.





La proposta programmatica, che sottopongo alle elettrici e agli elettori rivani per il quinquennio amministrativo 2010-2015 è frutto sintetico dell’apporto ricevuto nel merito dalle formazioni politiche, che compongono la coalizione, che si presenta all’appuntamento del 16 maggio 2010 proponendo la mia candidatura a Sindaco della città.

Il Partito Democratico, l’Unione per il Trentino, il Partito autonomista trentino tirolese, l’Unione di Centro, il Partito dei Verdi del Trentino, la lista Civica per Riva, la lista Sinistra Unita sono le sette formazioni, che riflettono anche compiutamente la stessa maggioranza politica, che governa la Provincia autonoma di Trento.


Il quadro istituzionale, nel quale si inserisce questa proposta coalizionale e programmatica prevede la valorizzazione di tre relazioni.

Quella con la Provincia autonoma di Trento, da sviluppare anzitutto sulle linee del protocollo di intesa in fase di finale elaborazione alla data di presentazione di questo programma, per quanto riguarda la cessione del compendio Miralago e la realizzazione dei poli fieristico e congressuale con annessi il palazzetto dello sport e il teatro comunale; da gestire, inoltre, in una ottica di regia dei diversi interventi, che la Provincia ha finanziato e programmato sul territorio del nostro Comune (dalla viabilità alle scuole, dalla casa di riposo al compendio Casa mia sul Brione); da affinare per quanto riguarda il collegamento con la valle dell’Adige, le politiche industriali e turistiche e quelle di tutela delle acque gardesane.

Quella con i Comuni limitrofi, potenziando ed ampliando le forme di collaborazione in tutti i settori possibili, per un miglioramento della qualità dei servizi ai cittadini e per una più efficace ed efficiente gestione dei medesimi. In questo senso anche una collaborazione con il Comune di Limone sul Garda è da prendere in considerazione. Verrà approfondita, come effettiva ipotesi di una futura evoluzione istituzionale, l’idea di una fusione, già vagheggiata per Arco e Riva del Garda, ma vagliabile anche con altri Comuni, quale autentica sfida per le nuove generazioni.

Quella, infine, con la Comunità di valle, nuovo Ente intermedio della Autonomia, che soppianterà il vecchio Comprensorio, con dotazione di competenze e risorse peculiari: in relazione alla Comunità di valle c’è già una legge provinciale che le fa carico del distretto agricolo ed in tale cornice istituzionale il Comune di Riva del Garda farà la sua parte per dare corso alle previsioni normative. Inoltre, grande attenzione verrà posta alla competenza inerente la programmazione urbanistica, vera sfida di sintesi e di prospettiva per un territorio delicato come quello dell’Alto Garda e della Valle di Ledro. Occorre ricordare –tra l’altro- che l’intero sistema istituzionale locale è radicalmente modificato a decorrere dalle elezioni comunali di maggio per la costituzione del nuovo Comune di Ledro e la conseguente modifica della geografia politico amministrativa con la riduzione da dodici a sette dei Comuni d’ambito.


Il rispetto e la centralità della persona, nell’esercizio del suo inalienabile diritto e dovere di cittadinanza, è il perno della azione politico amministrativa: questo è ancora più evidente in una città come la nostra, che ospita un dieci per cento di residenti di origine straniera e che sviluppa una parte cospicua della propria economia nel comparto turistico, nel quale la accoglienza dell’ospite è il fondamento di ogni successo. Del resto ogni realizzazione ed ogni servizio connessi agli ospiti sono altrettante realizzazioni e servizi a beneficio dei residenti (e viceversa).




Il progetto di valorizzazione del compendio dell’ex ospedale civile, con l’ampliamento e l’implementazione della APSP ‘Città di Riva’ (aumento dei posti letto nella RSA, reparto Alzheimer, ampliamento centro diurno e Hospice, ovvero una struttura sanitaria - residenziale, il più possibile vicina ad una casa normale, dedicata ai malati terminali privi di struttura familiare di sostegno) deve proseguire come previsto e vedere la propria realizzazione al più presto con la riqualificazione degli spazi e delle aree verdi adiacenti. Vanno proseguite le politiche di ricerca e realizzazione di residenze per anziani. Gli anziani sono la voce storica della città: occorre proseguire su progetti di raccolta della memoria.


Non possiamo non rallegrarci della vivacità e della intraprendenza di taluni gruppi di giovani che si impegnano, che creano progetti, che danno forma a questi progetti e che tante volte cercano di dire qualcosa di nuovo a questa nostra città. È un segnale importante e tale voglia di essere protagonisti va incentivata e aiutata: è un investimento importante. In questo senso il progetto del Piano Giovani di Zona va supportato, come anche tutte le attività giovanili che nei diversi contesti della città trovano realizzazione: dagli oratori all’associazionismo no profit.

Occorre verificare con ogni attenzione anche la praticabilità di nuovi investimenti imprenditoriali in zona circa strutture come discoteca e cinema, recentemente venute meno e tuttavia richieste da un buon numero di adolescenti e giovani, che attualmente si spostano nei fine settimana fuori zona con lunghe e rischiose trasferte notturne. Cinema e discoteca (come il teatro già in progetto) possono essere un fattore di arricchimento per l’offerta di intrattenimento ai residenti e ai turisti di tutte le età. Sul versante dei servizi sociali al mondo giovanile sarà seguito, per quanto di competenza, l’importante progetto di ristrutturazione del compendio sul Brione dell’Istituto Casa mia (ora APSP); verrà completato il progettato rifacimento dell’edificio del Sacro Monte, quale nuovo centro giovanile, d’intesa con l’attuale Comprensorio.

Per le politiche per la casa verrà data priorità al completamento dei progettati e avviati piani attuativi ITEA, nonché all’incentivazione delle possibilità offerte dai protocolli in essere.

Per i servizi sanitari, mentre si conferma la necessità del consolidamento organizzativo del presidio ospedaliero di Arco, se ne chiederà il potenziamento a livello di Pronto soccorso per tutte le esigenze locali. La Amministrazione comunale si farà carico di una richiesta di revisione ed incremento delle competenze del Comitato dei Sindaci del Distretto sanitario, per una più efficace e coerente azione di valorizzazione anche territoriale dei servizi sanitari.


Al fine di coinvolgere e dare voce anche a tutte le persone, che -se pur non autoctone- sono ormai parte integrante del nostro tessuto sociale, valorizzando ciascuna cultura affinché la diversità sia vissuta come ricchezza nel rispetto delle differenze e per affrontare al meglio le problematiche che interessano i “nuovi cittadini” ma non solo, si ritiene ipotizzabile la istituzione della “Consulta comunale delle persone immigrate di origine straniera residenti a Riva del Garda”. Proseguendo con il percorso che ha visto il coinvolgimento delle scuole alla realizzazione della Festa dell’incontro si punta ad una città laboratorio e osservatorio sul mondo, capace di progetti di ampio respiro, nell’ideazione e gestione di programmi di promozione verso il pieno sviluppo di una cultura della Pace, della Nonviolenza, della tutela dei Diritti Umani, della Solidarietà e della Cooperazione Internazionale, in stretta relazione con gli Enti Locali per la Pace e la Tavola Nazionale per la Pace e con il pieno coinvolgimento delle numerose Associazioni di volontariato già presenti sul territorio.




La cultura, intesa come “cura”, salvaguardia, integrazione, rispetto, educazione, promozione, memoria sarà al centro della attenzione della Amministrazione Comunale. L’area in cui muove il fattore - cultura deve essere non solo quella comunale, ma l’intero Alto Garda, intesa come città diffusa in un’idea di policentrismo programmato. La cultura in questo contesto è inscindibilmente unita da un lato all’identità territoriale, dall’altro alla tutela ambientale. Si considerano come prioritarie le azioni volte a migliorare le caratteristiche di vivibilità degli spazi urbani e territoriali, con particolare attenzione per gli elementi architettonici storici.

Verrà proposto un ancora maggiore coordinamento tra associazioni, operatori culturali e Amministrazione (quest’ultima in ruolo sussidiario) e si attiverà anche in questo comparto il servizio dello sportello unico, già previsto e che entrerà in funzione a breve al piano terra del Municipio, riattivando l’ingresso sotto la Loggia Pretoria.

A conclusione dei lavori presso Palazzo Lutti Salvadori potrà essere consolidata la attività della Biblioteca, dotandola di nuovi funzionali spazi per diversificarne settori e servizi (per esempio una sala dedicata allo studio per gli studenti universitari). Saranno disponibili anche sedi per le associazioni culturali cittadine. La conclusione dei lavori di ristrutturazione dell’edifico di via Mazzini consentirà la definitiva sistemazione e l’accorpamento dell’Archivio comunale. L’esigenza di offrire una programmazione cinematografica, nelle more di un investimento imprenditoriale in zona, potrà essere soddisfatta con l’attivazione -eventualmente presso la sala assembleare del Comprensorio- di rassegne di film curate dal circuito provinciale già attivo in proposito.

Portare a compimento l’intuizione del MAG, il Museo Alto Garda, coinvolgendo, oltre ad Arco, anche le altre amministrazioni comunali e completando il programma culturale in accordo con le associazioni e la scuola sarà impegno dei prossimi mesi. In una strategia a carattere provinciale policentrico, l’Alto Garda continuerà ad essere interessato a grandi eventi culturali, anche in considerazione del fatto che già la città può contare su iniziative, ormai rodate, di livello internazionale.

Attenzione viene confermata alla valorizzazione -prevista dalla Provincia nel progetto sulla grande guerra- della ‘tagliata’ del Ponale; nonché a quella delle fortificazioni del Monte Brione, da confermare nella programmazione pluriennale delle opere comunali.

Una interessante prospettiva rimane quella della disponibilità, a fini culturali e turistici, del sedime della ex Gardesana occidentale.

Per quanto riguarda l’edilizia scolastica, la Amministrazione perseguirà l’obiettivo di realizzare l’ampliamento strutturale e funzionale del polo scolastico di Rione Degasperi, per la progettazione del quale si è recentemente ottenuto un importante contributo provinciale ad ITEA; inoltre, la Amministrazione collaborerà per quanto di competenza con la Provincia autonoma al fine della veloce concretizzazione del progetto di ampliamento del Liceo ‘A. Maffei’ nella zona di via S. Anna e del compendio lungo viale D. Chiesa.

Per le attività sportive, mentre si conferma l’impegno per vedere concluso l’iter della realizzazione del palazzetto dello sport in zona Baltera, si prospetta la necessità di individuare e realizzare un nuovo centro tennis, in considerazione del diverso utilizzo al quale sono destinati gli spazi attualmente adibiti allo scopo. Si completerà il progetto di restauro e valorizzazione dell’edificio comunale che ospita la Fraglia della vela.


L’ambiente e la sua tutela e valorizzazione sono imprescindibili riferimenti per la azione amministrativa. L’acqua come risorsa pubblica inalienabile e come tale da tutelarsi in mano pubblica sia sotto il profilo proprietario sia sotto il profilo gestionale rinvia a scelte maturate e da perseguire. Per esempio: il continuo adeguamento della rete acquedottistica, che nei prossimi anni dovrà portare -tra l’altro- alla completa autosufficienza del paese di Campi con il potenziamento delle captazioni a monte; il completamento dell’iter per la costituzione di una società di gestione interamente pubblica ed intercomunale, utilizzando le deroghe attualmente previste in legge o chiedendone un adeguamento (AGI); ma anche il completamento dei lavori lungo il corso dei due torrenti Albola e Varone (a cura della Provincia autonoma); il rinnovo del protocollo per la salvaguardia delle acque del lago di Garda; il completamento della importante operazione di verifica di tutti gli scarichi fognari della città; la difesa del divieto di circolazione a motore sulla porzione trentina del medesimo lago di Garda.

Il monte e il bosco sono patrimoni straordinari per la collettività: valorizzare il Consorzio di vigilanza boschiva per un efficace controllo, investire sulla valorizzazione delle malghe, collaborare con la SAT per il mantenimento dei sentieri e la sicurezza delle dorsali montuose, procedere con il progettato giardino botanico al Maso Ronc, migliorare i percorsi di passeggiata, tutelare intelligentemente il Monte Brione e la zona di Roncaglie, collaborando anche con i Consorzi dell’olivo (così come -a Campi- con il Consorzio di miglioramento fondiario e con quello per la tutela dei marroni) sono intendimenti operativi per la Amministrazione comunale.

In questo capitolo va confermata la attenzione al completamento del vasto disegno delle piste ciclabili, che attraversano il nostro territorio.

Anche la qualità urbana fa parte della valorizzazione ambientale: si perseguirà, quindi, il completamento del sistema delle piazze (per esempio: nel centro storico, a S. Tomaso, Varone, Campi), nonché la valorizzazione dei giardini pubblici e delle Aree pedonali urbane. Nel corso del quinquennio si procederà progettualmente per una valorizzazione delle vecchie direttrici verso Est (viale Rovereto) e verso Nord (viale Trento fino al confine comunale).

Impegno sarà posto particolarmente, in applicazione del piano regolatore vigente, alla massima salvaguardia delle aree agricole residuali del nostro territorio. Con lo stesso spirito vanno confermate le politiche di promozione dei prodotti agricoli locali: il concetto di “filiera corta” già promosso dalla nostra Associazione agraria va ampliato e sostenuto. Si studierà, in accordo con la Provincia autonoma, una politica di incentivi alla riqualificazione delle aree incolte presenti sul territorio comunale.


Sul tema dei rifiuti, avendo come riferimento il piano provinciale e le competenze, che -in materia- passeranno dal Comprensorio alla Comunità di valle, si stima possibile incrementare la raccolta differenziata attraverso una politica di interventi articolata che punti al recupero dell’80% dei rifiuti migliorando la qualità del servizio di raccolta e delle isole ecologiche. Disincentivare l’uso della plastica. Incentivare l’uso dei pannolini lavabili e riutilizzabili, sulla scorta dell’esperienza già avviata. Confermare presso il CRM un punto di raccolta delle lampadine a basso consumo, in quanto dannose.

Secondo le risultanze degli studi in corso da parte della Provincia autonoma verrà valutata l’ipotesi di chiusura della Discarica della Maza con successiva bonifica e recupero ambientale del sito. Contestuale sostegno verrà garantito alla realizzazione programmata del termovalorizzatore di Trento con la prospettiva di riconvertirlo a fronte di un incremento della raccolta differenziata che punti all’opzione “rifiuti zero”.

Valutata positivamente la decisione della Provincia autonoma di non dare ulteriore corso all’ipotesi di una centrale idroelettrica sul monte Baldo, si perseguirà la valorizzazione dell’uso di energie alternative (come già avviato a livello di edifici scolastici e di piscina comunale), anche attivando un apposito ‘Tavolo per le energie alternative’.







Sul tema della viabilità e della mobilità, l’esperienza ‘infinita’ delle continue discussioni sul collegamento viario fra Loppio e Linfano invita alla istituzione di un “tavolo della mobilità” di tutta la zona interessata con lo scopo preciso di definire, con il coinvolgimento di cittadini, amministratori locali, associazioni, operatori turistici e altri soggetti, la soluzione progettuale maggiormente condivisa, consentendo -così- la realizzazione dell’opera. Occorre pensare a soluzioni strategiche e orientate a migliorare, agendo sul riequilibrio modale, il benessere della comunità rivana e dell’Alto Garda sostenendo anche, se meglio definito, il progetto Metroland. Per una diversa mobilità potrebbero essere sperimentate in zona, anche attraverso opportuni incentivi, soluzioni di mobilità privata “solidale” come il “car sharing” e il “car pooling” o il sistema di autostoppismo organizzato e controllato denominato “jungo”, arrivando così ad una drastica riduzione della mobilità privata.

Il sistema cittadino dei parcheggi, in fase di completamento per quanto riguarda gli interrati pubblici o privati, potrà essere, infine, rimodulato, tenendo conto di peculiari, eventualmente non risolte, esigenze. Ad avvenuta apertura della Variante Ovest della città sarà possibile ridefinire il Piano urbano del traffico.


L’esperienza dei quartieri, superata la fase identitaria di prima aggregazione, rimane come una opportunità per procedure partecipate nella programmazione di progetti particolarmente importanti per la città. La omogeneizzazione dei diversi ambiti cittadini, sia a motivo della facilità dell’accesso, sia per la distribuzione dei servizi essenziali, rende peculiari le esperienze comunitarie proprie delle frazioni di Campi e di Pregasina. In effetti i cosiddetti quartieri di Riva sono sempre più luoghi vivi della città, nei quali la vita può svolgersi serenamente. Va incentivata la possibilità dei cittadini di organizzarsi, con sedi in loco per le associazioni di quartiere, affinché siano espressione degli interessi diffusi: va ricercata l’integrazione tra le diverse anime e provenienze. Sarà cura della Amministrazione promuovere la sicurezza e i controlli da parte delle forze dell’ordine al fine di evitare situazioni di stagnante malcostume.


In un contesto cittadino dove convivono le più grandi industrie e la più importante concentrazione alberghiera a livello provinciale è importante condividere l’idea che il lavoro è un diritto irrinunciabile. Il tema dell’occupazione trova in questo momento storico nel territorio altogardesano delle rilevanti criticità. Occorre adoperarsi perché il lavoro, in proprio o dipendente, sia tutelato e incentivato. La nostra società ha bisogno di segnali forti: l’Amministrazione comunale solleciterà l’Amministrazione Provinciale a mettere in campo tutte le politiche industriali e di comparto atte a prevenire e a scongiurare i momenti di crisi. Nel rispetto delle normative vigenti e del patto di stabilità, va tuttavia ribadita la necessità di evitare il precariato nella Pubblica amministrazione locale, che deve garantire l’espletamento delle proprie funzioni tutelando il lavoro pubblico e potendo privilegiare il contratto indeterminato, anche per la valorizzazione delle funzioni dei dipendenti comunali.

Va assolutamente mantenuto l’equilibrio dell’economia “mista” della nostra zona.


In questa prospettiva, e con riferimento al terziario e al commercio, la Amministrazione comunale è interessata a coinvolgere le associazioni di categoria e le organizzazioni sindacali per verificare le compatibilità fra le esigenze del mercato e quelle delle lavoratici e dei lavoratori in ragione delle peculiarità stagionali.


In generale, dalla stretta collaborazione con le Organizzazioni Sindacali e di categoria vanno monitorati costantemente i livelli occupazionali e vanno adottate di concerto le migliori soluzioni per intervenire in caso di richiesta di supporto: l’Azione 7, l’Azione 9 e l’Azione 10 vanno consolidate come modelli di intervento immediato.


Mentre si valuta positivamente l’andamento delle Cartiere del Garda, con le quali la Amministrazione comunale manterrà il costante, positivo approccio; con riferimento alle ipotesi di delocalizzazione della Cartiera Fedrigoni di Varone, la Amministrazione comunale, riconosciuta la competenza della Provincia autonoma per le politiche industriali e condividendo la necessità che sia garantito il mantenimento dei livelli occupazionali nella nuova sede di Arco, conferma il percorso di condivisione con la Provincia stessa per evitare strappi socio - urbanistici sul terreno, che venisse reso disponibile a Varone. A seguito di acquisizione in mano pubblica di quella importante porzione di territorio, si attiverà un percorso di partecipazione pubblica sulle scelte successive, come elemento di garanzia che appetiti speculativi non saranno soddisfatti.


Il turismo, volano economico 'storico' del territorio comunale abbina il suo impianto tradizionale a quello fieristico e congressuale. Gli investimenti provinciali sui padiglioni fieristici e congressuali rappresentano, d'altro lato, uno dei più importanti progetti della prossima Amministrazione Comunale: mentre la competente società Garda Trentino Fiere S.p.A. provvederà alla realizzazione delle opere, la società Riva del Garda Fierecongressi S.p.A. sta operando con nuovo dinamismo sul mercato, alla ricerca di nuovi momenti espositivi, come anche di nuove iniziative congressuali. Accanto a questi processi si ritiene indispensabile confermare il perseguimento di due importanti interessi della comunità che da molto tempo attende importanti realizzazioni e per le quali è necessario lo sforzo corale delle istituzioni: Palazzetto dello Sport e Teatro Comunale.

Occorre procedere ad un importante riassetto della attuale società Ingarda S.p.A., rivedendo con attenzione i meccanismi di finanziamento e di programmazione, per riequilibrare competenze ed oneri fra la componente pubblica e quella privata, così come coerente con il disegno provinciale di riorganizzazione del comparto della promozione turistica, prossimamente alla attenzione del Consiglio provinciale.

Sul fronte del lago di Garda, mentre si conferma la necessità di promuovere e rafforzare il grande progetto unitario ‘Garda’ fra Regione Veneto, Regione Lombardia e Provincia autonoma, occorre perseguire con fantasia un modello di rapporto con i soli Comuni rivieraschi, che hanno abbondanti motivi di collaborazione istituzionale fuori da obsoleti modelli associativi.

Nella leale collaborazione fra pubblico e privato, mentre si avvierà la attività del ristrutturato Hotel Lido, simbolo positivo di tale compartecipazione verso il futuro, andranno favorite le innovazioni e le riqualificazioni alberghiere, che già hanno cominciato ad apparire per impegno di singoli imprenditori.

Quale specifico appoggio al comparto turistico, ma anche ad una diffusa esigenza della popolazione, vanno difesi e valorizzati i piccoli esercizi commerciali, nonché quelli del Centro storico, riconoscendo il ruolo importante del Consorzio RivaIncentro, al quale ha aderito anche il Comune.

A seguito dell’annunciato protocollo di intesa fra l’Amministrazione comunale e la Provincia autonoma, il Comune avrà la occasione di riorganizzare, fin dai prossimi mesi, il sistema societario centrato sulla Lido di Riva del Garda srl.


A seguito del medesimo protocollo e del passaggio del compendio della Miralago in mano pubblica locale sarà possibile disporre, compatibilmente con la cessazione degli utilizzi ancora in corso, per la apertura del Parco della Miralago al pubblico con orari, controlli e manutenzioni garantiti. Le destinazioni urbanistiche del compendio (parco ed edifici) restano quelle fissate dal Consiglio Comunale: si aprirà, quindi, un confronto a livello locale per verificare se Lido, AGS, privati locali non possano confezionare un progetto, coerente con il piano fascia lago, che valorizzi il compendio nella prospettiva nota e pubblica, valorizzando con una riqualificazione anche ambientale un compendio in posizione strategica. Una posizione che verrà completata dal progetto di rivalutazione di viale Carducci e viale Rovereto.


Sul versante delle altre società comunali, per APM S.p.A. si verificherà la sua funzionalità agli obiettivi originali e alle prospettive del settore del parcamento locale. Per AGS S.p.A. si verificherà il ruolo di multiutility di zona, considerando le peculiarità dei diversi settori (acqua, gas, elettrico, teleriscaldamento) e gli obblighi di legge circa le gestioni dei servizi pubblici locali, nonché quelli relativi alle scadenze della gestione della distribuzione del gas metano. Verrà confermato il ruolo di AGS all’interno del cosiddetto ‘sistema Trentino’ e verranno altresì valorizzati tutti i possibili campi di azione della società e delle collegate.


Conclusione.


Anche per valorizzare il ruolo della coalizione, che sostiene la mia candidatura a Sindaco di Riva del Garda, confermo nella partecipazione una delle caratteristiche che vorrei imprimere alla Amministrazione nel prossimo quinquennio, ripromettendomi di attivare processi partecipativi utili. Un metodo efficace può essere quello di dare corso al cosiddetto progetto degli Stati Generali, così come ipotizzato già nell’attuale Amministrazione: si valuterà il sistema migliore e più snello di consultazione. Un metodo intelligente per far emergere quella voglia di partecipare che chi ha vivo il proprio senso civico non può che coltivare. Una città che partecipa nelle scelte, nella loro attuazione e ne condivide i percorsi è una città consapevole del proprio essere tessuto vivo.

Valorizzando il percorso di adozione di soluzioni di Software libero in tutte le occorrenze possibili, del quale la Amministrazione comunale rivana è già attiva testimone, confermo il più ampio e diffuso utilizzo dello strumento informatico per facilitare il collegamento fra il Comune e la cittadinanza più sensibile a queste modalità di comunicazione.


In questa prospettiva democratica ed innovativa il presente documento programmatico costituirà la base per la organica azione amministrativa del Comune di Riva del Garda nel prossimo quinquennio, se le elettrici e gli elettori ne vorranno riconoscere la validità, sostenendo la coalizione e la mia candidatura a Sindaco della città.


Riva del Garda, 11 aprile 2010.




Lista dei candidati PD alle elezioni del 16 maggio

nr. cognome nome

1 Valandro Salvador

2 Bazzanella Franca

3 Benamati Tomaso

4 Benini Luca

5 Bresciani Stefano

6 Brunelli Maria Flavia

7 Calzà Luigi

8 Cavalletti Marinella

9 Cristofori Daiana

10 Crosina Susanna

11 Daves Carlo

12 Falcone Carmelo

13 Fari M'Barek

14 Filippi Niccolò

15 Giuliani Giuseppe

16 Lorenzi Patrick

17 Maino Chiara

18 Marchi Roberto

19 Montagni Paolo

20 Odorizzi Eleonora

21 Pfleger Gianantonio

22 Pignattari Laura

23 Poli Marco

24 Rigatti Nicolò

25 Ruffoni Matteo

26 Santoni Giovanni

27 Simonelli Gianni

28 Straffelini Cinzia

29 Tonelli Serena

30 Zanoni Alessio

mercoledì 7 aprile 2010

Proposta programmatica PD Riva

TAVOLO DELLA MOBILITA’ E METROLAND

Sul tema della viabilità e della mobilità, istituire un “tavolo della mobilità” di tutta la zona del Basso Sarca, e non solo, capace di coinvolgere cittadini, amministratori locali, associazioni, operatori turistici e altri soggetti, per la concertazione e la valutazione delle soluzioni proposte. Un tavolo capace di mettere a confronto esigenze, conoscenze, competenze e sensibilità politiche diverse nell’ambito della Comunità di Valle. Occorre pensare a soluzioni strategiche e orientate a migliorare, agendo sul riequilibrio modale, il benessere della comunità rivana e dell’Alto Garda sostenendo con determinazione il progetto Metroland. Puntare alla mobilità collettiva e a una drastica riduzione della mobilità privata e completamento della rete ciclabile. Al contempo promuovere la realizzazione di distributori di metano.

PROTEZIONE E VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE AMBIENTALI

Proteggere e valorizzare l’ambiente e il patrimonio storico che sono risorse primarie anche in funzione turistica. Trovare, quindi, gli strumenti tecnici, normativi e fiscali per orientare il settore edile verso la riqualificazione dell’esistente. Incrementare la raccolta differenziata. Sostenere la realizzazione del Distretto Parco Agricolo, salvaguardando tutti i terreni agricoli individuati, sapendo che tale processo non può, viste le previsioni di legge, non coinvolgere la futura Comunità di Valle. Con lo stesso spirito vanno perseguite le politiche di promozione dei prodotti agricoli locali: il concetto di “filiera corta” va ampliato e sostenuto. Occorre promuovere la diffusione capillare dell’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili, sia per i privati sia per l’Ente Pubblico e tutelare l’acqua come risorsa pubblica inalienabile, impedendo ogni forma intromissione privata, favorendo così il completamento della partecipazione degli Enti Locali nella società AGI a totale partecipazione pubblica.

NO ALLA CENTRALE DEL BALDO

Un NO assoluto alla, o alle centrali di accumulo sul Baldo sia sul territorio Comprensoriale che sui territori limitrofi extra-provinciali, così come già evidenziato dalle Amministrazioni Comunali del territorio Altogardesana. Un NO assoluto a tutte le forme di speculazione finanziaria nel campo dell’ambiente e dell’energia.

COMPENDIO MIRALAGO

Il parco della Miralago sarebbe da aprire subito al pubblico con orari, controlli e manutenzioni garantiti. Le destinazioni urbanistiche del compendio (parco ed edifici) restano quelle fissate dal Consiglio Comunale: apriamo, quindi, un confronto a livello locale per verificare se Lido, Ags, privati locali non possano confezionare un progetto, coerente con il piano fascia lago, che valorizzi il compendio nella prospettiva nota e pubblica. Nulla osta che anche Patrimonio del Trentino sia della partita, una volta tanto non valorizzando con una vendita, ma valorizzando con una riqualificazione un compendio in posizione strategica. Una posizione che viene valorizzata dal compimento del progetto strategico di rivalutazione di viale Carducci e viale Rovereto.

SALUTE E DIRITTI DELLA PERSONA

Si propone la stesura di un documento riguardante le tematiche sanitarie future del locale Distretto, in cui Riva del Garda deve partecipare insieme ad Arco, che oggi è sede del nuovo Presidio Opedaliero comprensoriale, Nago-Torbole, Dro, Tenno e Ledro per arrivare ad un protocollo di intesa con i comuni presenti nel distretto, secondo il ruolo che, il disegno di riforma della Legge n. 10 assegna finalmente ai Comitati di Distretto.
Il Comitato di Distretto altogardesano si occupa di sanità pubblica e delle strutture private presenti sul territorio comprensoriale: le pubbliche amministrazioni si devono riappropriare delle scelte sanitarie in ambito locale, inoltre va potenziato il collegamento con la realtà sanitaria della Vallagarina qualora non esistano le possibilità per il nostro distretto di essere in grado di sostenere la richiesta sanitaria della popolazione. Altri aspetti che si evidenziano riguardano la necessità di mantenere, presso l'ospedale dell'Alto Garda, tutte le Unità Operative attualmente esistenti, e di potenziare e rendere ancora più efficiente il Pronto Soccorso. Infine si propone di inserire il nostro distretto sanitario in un progetto pilota che anticipi il concetto di "Casa della Salute", nella quale convivono i diversi soggetti sanitari del territorio. In tema di diritti della persona da perseguire è l’istituzione del registro dei testamenti biologici (ovvero delle scelte anticipate in merito ad eventuali trattamenti sanitari).

GLI ANZIANI

La nostra società deve prendersi cura degli anziani. Il progetto della “Città dell’accoglienza” presso l’ex Ospedale deve proseguire come previsto e vedere la propria realizzazione al più presto. Vanno proseguite le politiche di ricerca e realizzazione di residenze per anziani. Gli anziani sono la voce storica della città: proseguire su progetti di raccolta della memoria.

UNA CITTA’ DEI BAMBINI E DELLE BAMBINE

E' necessario sottolineare anche la presenza di un altro "soggetto", l'infanzia, che oggi pesa poco, non ha né tempo né spazi, soprattutto non ha voce e la cui "esistenza politica" potrebbe essere utile a rafforzare il "progetto democratico". E' opportuno ancorare analisi e progetti, dati e vertenze a soggetti sociali determinati, ad individui in carne ed ossa e il soggetto "infanzia" è quello che pone più radicalmente la questione di spazi ecologici e di tempi autonomi, di intreccio fra interesse collettivo e sviluppo individuale, di mobilità come socialità e relazioni come solidarietà. Bambini e bambine sono indicatori biologici della qualità/delle qualità della vita urbana, richiedono nuovi alfabeti e nuove percezioni di tempo e di spazio.

GIOVANI E IL LORO FUTURO

Non possiamo non rallegrarci della vivacità e della intraprendenza di taluni gruppi di giovani che si impegnano, che creano progetti, che danno forma a questi progetti e che tante volte cercano di dire qualcosa di nuovo a questa nostra città. E’ un segnale importante e tale voglia di essere protagonisti va incentivata e aiutata da un ente attento quale è il Comune: è un investimento importante che non possiamo lasciarci scappare. Dobbiamo, quindi, fare lo sforzo di fornire ai giovani i giusti strumenti. Lo studio, un lavoro, una casa, certo! Ma anche la possibilità di dare corpo alle proprie idee e di renderle vive, di dare spazio alla creatività e alla voglia di esprimersi. In questo senso il progetto del Piano Giovani di Zona va supportato, come anche tutte le attività giovanili che nei diversi contesti trovano realizzazione: dagli oratori all’associazionismo no profit.

CULTURA DELLA CITTA’

Cultura è intesa come “cura”, salvaguardia, integrazione, rispetto, educazione; l' Amministrazione Comunale sia un punto di attivazione e sensibilizzazione per modalità innovative di vivere la città. L’area in cui muove il fattore-cultura deve essere non solo quella comunale, ma l’intero Alto Garda, intesa come città diffusa in un’idea di policentrismo programmato. La cultura in questo contesto è inscindibilmente unita da un lato all’identità territoriale, dall’altro tutela ambientale. Si considerano come prioritarie le azioni volte a migliorare le caratteristiche di vivibilità degli spazi urbani e territoriali, con particolare attenzione per gli elementi architettonici storici. Gli spazi e le professionalità attivi in ambito culturale devono essere sostenuti, dal momento che costituiscono la base indispensabile per lo sviluppo e il consolidamento della comunità, della condivisione di forme culturali e di innovazione, della creatività giovanile e della valorizzazione delle differenze. Per strutturare la programmazione dell'assessorato, è necessario garantire un maggior coordinamento tra associazioni, operatori culturali e funzionari. Si individua utile a tal fine la creazione di un tavolo di lavoro condiviso, in cui vengano recuperate le buone prassi, e in cui si possano organizzati gruppi di lavoro specifici su progetti ben definiti, coinvolgendo e stimolando l'importante attività che già svolgono quale collante per la comunità le associazioni, il sociale privato e le cooperative sociali.

SPAZI PER ATTIVITA’ COMUNI

Il sedime ex Gardesana occidentale resta una prospettiva, che si reputa interessante a fini turistici, di tutela ambientale, di recupero storico, di utilizzo culturale o ricreativo. Vi è connessa anche una riflessione sulla ex casa cantoniera, sulla ex casa di abitazione presso la centrale idroelettrica, sul Maso Ronc: uno alla volta, anche questi titoli possono diventare opportunità per Riva del Garda. Una volta terminate le diverse infrastrutture, in particolar modo il Teatro Comunale (di cui non si può discutere la necessità!) e Palazzo Lutti Salvadori (come sede per le associazioni cittadine), occorrerà riempirle di contenuti e di iniziative in grado di offrire un intelligente gestione delle stesse sia dal punto di vista finanziario che dal punto di vista del soddisfacimento della grossa sete di cultura che la nostra città puntualmente ci manifesta. La ricerca di nuovi spazi per dar corpo alla voglia di essere protagonisti di associazioni e singoli deve trovare risposte concrete nel territorio comunale: che si tratti di dare una casa alla voglia di cinema (l’inserimento in un circuito provinciale di rassegne cinematografiche è prioritario), nel mentre che i privati decidono cosa fare, o che si tratti di dare una casa a giovani e meno giovani che vogliono portare il proprio contributo alla vitalità della città. Sulla questione del Cinema vale, poi, la pena di spingersi verso un’ipotesi concreta per il prossimo futuro: considerato il così vasto bacino potenziale d’utenza e nell’ottica dell’integrazione e condensazione della rete dei servizi a carattere sovracomunale, il Partito Democratico chiede alla futura Amministrazione Comunale l’impegno di farsi promotrice, con il coinvolgimento dei comuni limitrofi, di privati interessati alla gestione, altresì con l’utilizzo dello strumento urbanistico per la determinazione e l’utilizzo di un’area e/o mediante il recupero di un edificio dal patrimonio edilizio esistente (prendendo anche in considerazione l'idea di acquisire l'immobile di via Roma posizionato felicemente nel contesto urbano e ben servito da un parcheggio), della realizzazione di una struttura multisala di adeguate dimensioni.

PROGRAMMAZIONE CULTURALE

Portare a compimento l’intuizione del MAG, il Museo Alto Garda, coinvolgendo anche le altre amministrazioni del C9 e completando il programma di investimenti culturali anche in accordo con le associazioni e la scuola. In una strategia a carattere provinciale policentrico, anche l’Alto Garda deve essere interessato e poter compartecipare ai grandi eventi culturali, non dimenticando di valorizzare ulteriormente quelli su cui la città già può contare. Nella prospettiva della compartecipazione il territorio altogardesano non si limita a recepire le proposte dall’esterno, ma assume un ruolo propositivo. Storicamente, poi, la città ha alcune evenienze da tenere presenti per la programmazione. Anzitutto il suo ruolo di roccaforte sul confine meridionale della Grande guerra, da valorizzare mediante la tagliata sulla Ponale e i forti del Brione. Vale infine la pena ricordare che la cultura vive anche sull’associazionismo, valore da incrementare mediante il coordinamento e la garanzia della loro sede: Palazzo Lutti Salvadori in primis.

CONSULTA COMUNALE DEI CITTADINI IMMIGRATI E LABORATORIO DI PACE E SOLIDARIETA’

Al fine di coinvolgere e dare voce anche a coloro che se pur non autoctoni sono ormai parte integrante del nostro tessuto sociale, valorizzando ciascuna cultura affinché la diversità sia vissuta come ricchezza nel rispetto delle differenze e per affrontare al meglio le problematiche che interessano i “nuovi cittadini” ma non solo, si ritiene necessario avviare un reale confronto sulla possibilità di istituire la “Consulta comunale delle cittadine e dei cittadini immigrati residenti a Riva del Garda”. A seguito di quanto già fatto con il percorso che ha visto il coinvolgimento delle scuole alla realizzazione della Festa dell’incontro si ritiene altresì importante un impegno reale, di crescita e collaborazione, con le ammirabili esperienze già presenti sul territorio trentino, Cinformi, Atas, Religion Today, Piano Convivenza ecc. Una Riva del Garda quindi, multiculturale, interreligiosa. Una città non solo luogo di convivenza, ma di scambio e mutuo arricchimento per ognuno, per chi vi vive da sempre e per chi ha scelto questo paese per il proprio futuro. Ma anche una città che non dimentica i propri cittadini all’estero, che si impegna nel incoraggiare e mantenere un contatto fecondo che li lega con la propria terra di origine, con le proprie radici culturali e sociali. Un città laboratorio e osservatorio sul mondo, capace di progetti ad ampio respiro, nell’ideazione e gestione di programmi di promozione verso il pieno sviluppo di una cultura della Pace, della Nonviolenza, della tutela dei Diritti Umani, della Solidarietà e della Cooperazione Internazionale. Progetti in stretta relazione con gli Enti Locali per la Pace e la Tavola Nazionale per la Pace e capaci di coordinamento e di pieno coinvolgimento delle numerose Associazioni di volontariato già presenti sul territorio.

QUARTIERI

I quartieri di Riva devono essere sempre più luoghi vivi della città. Luoghi di aggregazione, servizi essenziali come la posta e le farmacie, verde e arredo pubblico devono essere la giusta cornice perchè la vita nei quartieri possa svolgersi serenamente. Va incentivata la possibilità dei cittadini di organizzarsi, con sedi in loco per le associazioni di quartiere, e di essere portatori degli interessi diffusi dei diversi quartieri: va ricercata l’integrazione tra le diverse anime e provenienze. In questo senso la Festa del vicinato e le varie sagre di frazione diventano momenti di gioiosa compartecipazione. Vanno rafforzati la sicurezza e i controlli da parte delle forze dell’ordine al fine di evitare situazioni di stagnante malcostume.

SOFTWARE LIBERO

Va favorita l'adozione di soluzioni di Software Libero in tutte le occorrenze possibili, tenendo conto dell'esigenze e dei tempi di formazione del personale, promuovendo la possibilità di adozione di Software Libero presso le istituzioni pubbliche, valutando la possibilità di adozione dei Formati Aperti per la conservazione dei dati e l'erogazione degli stessi: piantine, cartine ed altri dati. Va incoraggiato e favorito l'uso di Software Libero e l'adozione delle licenze Creative Commons per le produzioni intellettuali allestite dal Comune o da chi al Comune si rivolge per ottenere patrocinio e sponsorizzazioni. Va valutata, analizzata e allestita una piattaforma online per la comunicazione diretta in rete con i cittadini, impegnandosi altresì a rendere questo strumento appetibile e facilmente utilizzabile.

SVILUPPO

Parliamo con chi ha voglia di investire sul territorio e per il territorio rassicurando che tale prospettiva darà ottimi frutti sia dal punto dell’impegno che dal punto di vista del ritorno: che la nostra terra continui ad essere terra d’impresa e quindi che il lavoro continui ad essere garantito a tutta la nostra gente. Nasce la necessità di fare scelte politiche ed amministrative che tendano ad uno “sviluppo armonico” che non è solo economico o solo sociale o solo a tutela dell’ambiente, ma integrato ed equilibrato. Pensiamo ad uno sviluppo armonico che poggi sul tripode fondamentale dei valori sociali, ambientali ed economici non disgiunti ma sempre considerati nell’insieme. Dobbiamo essere in grado di disegnare quella che sarà la città che vogliamo, coinvolgendo ragionamenti di carattere economico e sociologico. Dobbiamo fare in modo che la parola innovazione non sia solo un enunciato, ma si traduca nell’aggiornamento di regolamenti e procedure amministrative.

POLITICHE OCCUPAZIONALI

In un contesto cittadino dove convivono le più grandi industrie e la più importante concentrazione alberghiera a livello provinciale è importante condividere l’idea che il lavoro è un diritto irrinunciabile. Il tema dell’occupazionale trova in questo momento storico nel territorio Altogardesano delle rilevanti criticità. Le nostre industrie stanno tutte più o meno mettendo in atto misure di riduzione più o meno temporanea del personale: la preoccupazione è alta. Doppiamo adoperarci perchè il lavoro, in proprio o dipendente, sia tutelato e incentivato. La nostra società ha bisogno di segnali forti che indichino che la ricchezza può essere distribuita e che le opportunità ci sono ancora per stare un po’ meglio tutti: l’Amministrazione Comunale in coordinamento con l’Amministrazione Provinciale deve mettere in campo tutte le politiche industriali e di comparto atte a prevenire e a scongiurare i momenti di crisi. In stretta collaborazione con le Organizzazioni Sindacali e di categoria vanno monitorati costantemente i livelli occupazionali e vanno adottate di concerto le migliori soluzioni per intervenire in caso di richiesta di supporto: l’Azione 7, l’Azione 9 e l’Azione 10 vanno consolidate come modelli di intervento immediato.

CARTIERA FEDRIGONI

Chiedendo fermamente l’assoluto rispetto dell’occupazione attuale presso lo stabilimento Fedrigoni di Varone, ribadiamo il nostro NO convinto ad ogni forma di speculazione (tanto meno sulla pelle dei lavoratori!) proponendo che la Provincia acquisti i quattro ettari di Varone attraverso «Trentino Sviluppo» (rispettando la destinazione urbanistica attuale e il presupposto del problema industriale) ovvero attraverso «Patrimonio del Trentino spa». L’area, 4 ettari, è molto vasta. E il discorso non può ovviamente prescindere dalle esigenze della Comunità Rivana e della frazione di Varone: a tal scopo un percorso di partecipazione pubblica sulle scelte è auspicabile come elemento di garanzia che appetiti speculativi non saranno soddisfatti.

AGS E IL TEMA DELL’ENERGIA

La cosiddetta partita energetica vede senz’altro in primo piano la Provincia nel poderoso confronto con il livello nazionale e con quello europeo. È una partita questa che vede altresì coinvolti i Comuni, quali ineludibili soggetti protagonisti, in quest’ottica e in un’ottica che non può sottintendere alla realizzazione della Comunità di Valle, l’Amministrazione Comunale, in concerto con AGS, dovrà dimostrarsi propositiva anche in questa sfida, dimostrando una chiara attitudine politica alla composizione delle esigenze e degli interessi propri della comunità locale: l’obiettivo di una multiutiliy territoriale, protagonista nel sistema energetico provinciale, non può essere dimenticato. Attraverso un ragionato e ponderato processo di trasformazione di AGS in realtà industriale più complessa e al passo con il mutare degli assetti economici e geopolitici (che passa anche per il rafforzamento della rete di teleriscaldamento), si dovrà quindi evitare, finché possibile, di subire il fagocitamento in situazioni non compatibili con la nostra economia di scala. I vari giganti del settore, a livello nazionale ed europeo, sono alle porte: vendere cara la pelle è un obbligo.

POLO FIERISTICO E POLO CONGRESSUALE: PALAZZETTO E TEATRO

Il turismo, volano economico 'storico' del territorio comunale abbina il suo impianto tradizionale a quello fieristico e congressuale. Gli investimenti provinciali sui padiglioni fieristici rappresentano, d'altro lato, uno dei più importanti progetti della prossima Amministrazione Comunale: mentre la competente società Garda Trentino Fiere S.p.a. provvederà alla realizzazione delle opere, la società Riva del Garda Fierecongressi S.p.a. sta operando con nuovo dinamismo sul mercato, alla ricerca di nuovi momenti espositivi, come anche di nuove iniziative congressuali. Per favorire questi processi Il Partito democratico ritiene indispensabile far doverosamente prevalere l’interesse della comunità che da molto tempo attende importanti realizzazioni e per le quali è necessario lo sforzo corale delle istituzioni: Palazzetto dello Sport e Teatro Comunale inclusi. Si attribuisce la massima priorità alla predisposizione degli spazi fieristici presso la Baltera (ristrutturazione e ampliamento con particolare attenzione alla riorganizzazione e realizzazione di nuove strutture di parcheggio) e degli spazi congressuali, in fascia lago, con le relative strutture di pertinenza. L’aumento del numero e della qualità degli eventi sia alla Baltera che al Palacongressi, associato ad una corretta politica di costi gestionali contribuirà a produrre meglio quell’indotto indispensabile al benessere di tutta la comunità.

PARTECIPAZIONE E STATI GENERALI

Il Pd, anche per sua natura di partito nuovo che trova nella partecipazione una delle sue caratteristiche (e lo distingue da altre forze politiche), si deve impegnare ad attivare processi partecipativi utili a rivitalizzare il rapporto tra la società dei cittadini e l’Amministrazione pubblica. Un metodo efficace può essere quello di dare corso al cosiddetto progetto degli Stati Generali, così come ipotizzato già nell’attuale Amministrazione: si valuti il sistema migliore e più snello di consultazione. Un metodo intelligente per far emergere quella voglia di partecipare che chi ha vivo il proprio senso civico non può che coltivare. Una città che partecipa nelle scelte, nella loro attuazione e ne condivide i percorsi è una città consapevole del proprio essere tessuto vivo. Saper concedere i giusti spazi di confronto e di ascolto rende l’idea di una classe dirigente che vuole appunto valorizzare le aspettative della propria comunità.

RETE DI COMUNI COME ANTICAMERA DEL COMUNE UNICO

Proseguire con il lavoro di condivisione dei servizi primari come già ampiamente portato a compimento dalle attuali Amministrazioni. Resta comunque l’idea che un domani neanche troppo lontano Arco e Riva del Garda dovranno sapere trarre le conclusioni di tanto loro collaborare e quindi dovranno decidere intelligentemente di fondersi in un unico Comune: la loro unione sarà la loro forza e genererà sviluppo, qualità ambientale e dei servizi pubblici, benessere. Un ragionamento ampio che le nuove generazioni dovranno saper declinare coinvolgendo anche realtà territoriali diverse dai due Comuni maggiori.