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giovedì 30 aprile 2009

MOZIONE: IL MIGLIOR FUTURO PER IL COMPENDIO MIRALAGO

Riva del Garda, 29 aprile 2009

MOZIONE: IL MIGLIOR FUTURO PER IL COMPENDIO MIRALAGO

Preso atto delle comunicazioni del Sindaco , nella seduta del Consiglio Comunale di data 24 aprile 2009, riguardo al futuro del compendio Miralago e le ipotesi ventilate a mezzo stampa sul destino dello stesso,

il Consiglio Comunale di Riva del Garda

intende ribadire con forza la propria assoluta prerogativa sulle scelte che riguardano la città di Riva del Garda.

Appare ovvio, e vale la pena sottolinearlo con convinzione e con fermezza, che le decisioni urbanistiche e di destinazione riguardo al compendio Miralago, così peraltro all’intero territorio comunale rivano, competono esclusivamente all’Assemblea rappresentativa e democraticamente eletta dalla Comunità di Riva del Garda.

Ogni tentativo, ipotesi, proposta o progetto di scavalcare le competenze comunali è da rigettarsi in maniera assoluta, e tra l’altro nemmeno consentito dalla disciplina vigente.

Nel merito, il destino del compendio Miralago dovrà essere deciso in conformità con gli strumenti urbanistici già adottati dal Consiglio Comunale di Riva del Garda a seguito di un lungo dibattito e di un largo coinvolgimento, preferendo soluzioni che prevedono la salvaguardia del territorio e dell’ambiente, piuttosto che soluzioni impattanti negativamente sullo stesso.

Tutto ciò premesso

Il Consiglio Comunale invita il Sindaco e la Giunta

- A ribadire con forza i concetti espressi in premessa;

- A verificare serenamente, in accordo con la proprietà e con la Giunta Provinciale, tutte le possibili soluzioni, compatibili con gli strumenti urbanistici addottati dal Consiglio Comunale, per garantire al compendio Miralago il giusto futuro inserito nel territorio al servizio della Comunità Rivana;

- A sottoporre al Consiglio Comunale le soluzioni emergenti alla fine della suddetta verifica.

mercoledì 29 aprile 2009

Comunicato stampa

In riferimento alla notizia apparsa sulla stampa locale nella giornata di domenica 26 aprile 2009 circa la volontà di commemorare, da parte dell’associazione ”L’uomo Libero”, i soldati nazisti caduti in un episodio di guerra, non possiamo non esprimere tutto il nostro stupefatto disappunto. Appare, infatti, come una grave provocazione il voler commemorare i caduti di un esercito invasore e di occupazione come fu l’esercito nazista nel nord Italia e nell’Alpenvorland. Non dimentichiamo che stiamo parlando di soldati regolari delle SS, il corpo militare che si rese colpevole dei più efferati eccidi durante la Seconda Guerra Mondiale. Stiamo parlando di commilitoni di quei soldati che si resero artefici di innumerevoli stragi come le Fosse Ardeatine, Marzabotto, il massacro dell’esercito italiano a Cefalonia, l’eccidio di Onna e non ultima la strage a noi vicina dei Martiri del 28 Giungo.

Non possiamo per questo accettare una provocazione di tal genere. Non possiamo accettare che si renda onore ad assassini e colpevoli di eccidi. Non possiamo accettare che si giochi con i sentimenti su un episodio sul quale nemmeno la storiografia ufficiale ha fatto chiarezza. Troviamo altresì singolare e curioso che si vogliano accostare le parole “pace e giustizia” all’esercito nazista: è universalmente riconosciuto che gli ideali hitleriani non si rifacevano a valori come pace e giustizia.

Chiediamo con forza che i nostri concittadini prendano coscienza che nella nostra terra non si possono accettare associazioni neo naziste che, nascondendosi vigliaccamente dietro sigle all’apparenza innocue, propugnano i valori di un esercito invasore ed assassino. Speriamo che la presenza del parroco di Nago Torbole sia espressione di pietà Cristiana e non legittimazione di un ritrovo neo nazista! Invitiamo tutti i cittadini liberi a vigilare su manifestazioni che vogliono riabilitare alla storia chi la storia l’ha macchiata col sangue di decine di milioni di innocenti. Non siamo contro la libertà di manifestare le proprie idee, ma chiediamo il rispetto dei valori sanciti nella Costituzione quali il rifiuto di ideali nazi-fascisti e la riproposizione sotto qualunque forma di tali idee deviate.